Produrre di più, lavorando meno. Le seminatrici Kuhn serie “Espro”, quelle trainate, e “Megant”, le portate, guardano alle pratiche di minima lavorazione, a vantaggio dei bilanci aziendali e della salute del terreno

Chi sta per seminare frumento, duro o tenero che sia, deve tenere in considerazione molteplici aspetti economici, in primis il fatto che sono lontani i 550 euro alla tonnellata pagati nel 2022 a seguito della guerra in Ucraina. A fine raccolta 2025 i prezzi oscillavano in effetti fra i 270 e i 290 euro alla tonnellata, rispettivamente per i migliori grani teneri e duri. Per contro, l’Eco-schema 4 della Pac prevede 64 euro e 33 centesimi all’ettaro, aumentati del 23 per cento rispetto al 2023.
Nelle zone vulnerabili ai nitrati, note come Zvn, o per le aree “Natura 2000”, l’importo è stato poi ulteriormente aumentato da 62 euro e 54 centesimi a 77 euro e venti centesimi se le coltivazioni sono attuale in termini di minime lavorazioni, condizione interessante quest’ultima poiché l’incidenza delle Zvn sulla Sau supera l’80 per cento in Lombardia, Friuli e Veneto, mentre in Emilia-Romagna è del 60 per cento, scendendo poi al 24, 23 e 14 per cento rispettivamente per Marche, Umbria e Toscana.

La pratica delle minime lavorazioni può quindi influire significativamente sui bilanci aziendali, in special modo per le grandi aziende agricole. Per rispettare gli input che disciplinano gli aiuti e considerando che entro poche settimane il frumento andrà seminato, chi ancora deve acquisire le attrezzature necessarie, può guardare a Kuhn e in particolare alle serie di seminatrici a tramoggia singola “Espro”, trainate, a dischi, e “Megant”, portate, a denti.
La prima si è recentemente evoluta passando dalla serie “Espro 1000 R” all’attuale “Espro 1002 R”, composta da tre modelli, “3002”, “4002 R” e “6002 R”. Il primo presenta un telaio rigido per una larghezza di lavoro di tre metri mentre i due modelli consecutivi, larghi rispettivamente quattro e sei metri, operano grazie a telai pieghevoli così da permetterne una facile gestione su strada.

Diverse le autonomie attaccando i volumi delle tramogge dai duemila e 500 litri del modello “3002” per salire a tremila e 500 litri nei due modelli “4002 R” e “6002 R”. Tutti vedono però le loro produttività in campo particolarmente elevate proponendosi con una combinazione di sei elementi operativi indipendenti che dapprima operano il livellamento del piano di campagna, poi effettuano la lavorazione finale e il compattamento del terreno e poi la semina, seguita da un compattamento di ogni linea di deposizione dalla relativa copertura.
Ciò permette di utilizzare queste seminatrici non solo per le pratiche di minima lavorazione, ma anche dopo le più tradizionali arature senza che ciò vada a precludere la precisione dellea semine in termini longitudinali o di profondità.

Guarda in tale direzione infatti la barra serie “Crossflex”, caratterizzata da un profilo a croce e operante tramite elementi di semina a doppio disco mantenuti in posizione da perni di poliuretano, un design che esalta la stabilità dell’attrezzatura anche operando a velocità elevate.
Da segnalare anche la ridotta richiesta di potenza al trattore indotta dalla bassa incidenza degli attriti dovuti ai ruotini di compattamento, a profili stretti e filanti e dal diametro di 900 millimetri, e le file di lavoro distanziate fra loro di 200 millimetri a vantaggio della facilità di rotolamento anche a fronte di residui colturali precedenti.
Per chi preferisce le portate

Di tipo portato, la serie “Megant” guarda anch’essa alle minime lavorazioni e si è arricchita con l’inserimento dei due nuovi modelli “722 R” e “802 R”, entrambi a telaio ripiegabile per larghezze di lavoro rispettivamente di sette metri e venti centimetri e di otto metri.
Ciò amplia verso l’alto la serie, la quale offriva in precedenza solo il modello da sei metri. Progettate per lavorare efficacemente in diverse condizioni di campo, le “Megant” operano la lavorazione superficiale del terreno tramite, a scelta, tre differenti tipologie di denti, ossia reversibili, diritti o sottili da 12 millimetri.
Ciò garantisce una penetrazione efficace in tutti i tipi di terreni senza richiedere alcuna manutenzione. Ripartiti in modo uniforme su quattro file, i denti assicurano inoltre una luce libera tale da facilitare il passaggio di residui vegetali o di pietre. Elevata risulta anche l’autonomia in campo, grazie alla tramoggia da mille e 800 litri ai quali se ne possono aggiungere altri 110 ricorrendo alla tramoggia aggiuntiva, opzionale, serie “Sh 1120”.
Questa permette anche di seminare due diverse varietà contemporaneamente, oppure di incorporare un fertilizzante granulare con un unico passaggio. Quanto a potenze richieste al trattore, infine, sono necessari 180 cavalli per il modello “722 R” e 200 cavalli per il modello “802 R”.
Titolo: Seminatrici Kuhn Espro e Megant: produrre di più lavorando di meno
Autore: Redazione



